Promuovere l’attività fisica come mezzo di integrazione sociale e convivenza civile: è questo l’obiettivo della Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace 2020.
Oggi 6 aprile si celebra la VII Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace. Una ricorrenza che, allo stadio attuale, assume un significato ancora più profondo. Non è un mistero: le misure di emergenza imposte al fine di arginare la diffusione del COVID-19 hanno sortito effetti deterrenti per chiunque sia solito praticare attività fisica.
Costretti a fare a meno di parchi, palestre e aree verdi e ad arrangiarsi con mezzi di fortuna all’interno delle mura domestiche, gli abitué del fitness si sono ritrovati a versare in condizioni di estrema precarietà per il proprio benessere psico-fisico.
Conscio di questo stato di cose, il Comitato Olimpico Internazionale ha scelto di sposare l’appello dell’ONU, incentivando tutte le realtà coinvolte nell’iniziativa a impegnarsi per uno sforzo globale che possa incoraggiare tutti a rimanere attivi e mantenersi in salute nonostante le restrizioni.
La nascita della Giornata Internazionale dello Sport
L’International Day of Sport for Development and Peace è stato istituito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 23 agosto del 2013.
Lo scopo è invitare gli Stati, la stessa Onu, le organizzazioni internazionali competenti, la società civile e gli enti interessati a impegnarsi per sottolineare il ruolo cruciale che la pratica sportiva riveste nell’ambizioso obiettivo di immaginare un mondo migliore, che possa finalmente sviluppare tutti gli anticorpi indispensabili per rendersi immune a ogni tipo di distinzione di razza, sesso, religione, opinioni politiche e condizioni personali o sociali.
L’evento si celebra il 6 aprile di ogni anno, commemorando in tal modo la data di inizio dei primi Giochi Olimpici dell’era moderna – che si disputarono ad Atene nel 1896 – ed è orientato a rimarcare il valore fondamentale dello sport come fattore di integrazione sociale e convivenza civile e, più in generale, come mezzo indispensabile per pervenire a un effettivo sviluppo delle potenzialità dell’essere umano.

Pratica sportiva e consapevolezza ambientale
Lo sport riveste un ruolo di non secondaria importanza anche sul fronte della tutela ambientale: attività fisica e natura rappresentano, da sempre, un binomio indissolubile per il benessere del pianeta.
Quando corriamo, pedaliamo o camminiamo interagiamo consapevolmente con la natura che ci circonda, impariamo ad apprezzarne i contorni e le sfumature, acquisendo elementi conoscitivi indispensabili per una riconsiderazione critica del nostro rapporto con l’ambiente.
Ad esempio, possiamo scegliere di optare per l’acquisto di un’attrezzatura il più possibile eco-friendly, realizzata senza l’impiego di sostanze chimiche e Pfc e la cui filiera non sia stata interessata da fenomeni socialmente tossici, come lo sfruttamento minorile o l’impiego di manodopera a basso reddito.
Lo sport come mezzo di sviluppo sostenibile
Coerentemente a questa visione, la Giornata è indirizzata alla realizzazione dei 17 Sustainable Development Goals contenuti nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sottoscritta nel settembre del 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’Onu.
Il documento, infatti, riconosce esplicitamente “il crescente contributo dello sport nella realizzazione dello sviluppo e della pace nella sua promozione della tolleranza e del rispetto e il contributo che (esso) apporta al rafforzamento delle capacità delle donne e dei giovani, degli individui e delle comunità, nonché alla salute, l’istruzione e gli obiettivi di inclusione sociale”.

Politiche sportive e sostenibilità: il Piano di Kazan
“Lo sport, con i suoi valori di rispetto, dialogo e comprensione, contribuisce allo sviluppo e alla realizzazione degli individui. Dallo sport scaturiscono azioni e riflessioni per trasformare e migliorare le nostre società”.
Con queste parole Audrey Azoulay, direttore generale dell’Unesco, ha introdotto le linee programmatiche del cosiddetto Piano di Kazan, un accordo multilaterale volto ad armonizzare le politiche sportive e gli obiettivi di sviluppo sostenibile dei Paesi membri delle Nazioni Unite.
Il piano è entrato in piena operatività nel 2017, nell’ambito della sesta Conferenza Internazionale dei Ministri e alti Funzionari responsabili per l’Educazione fisica e lo Sport (Mineps VI), ed enfatizza il ruolo che lo sport riveste in direzione di obiettivi di primaria importanza dell’Agenda 2030, come l’economia verde, la resilienza delle città, la salubrità degli ambienti e la parità di genere.
